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Il castello errante di Howl

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Trama

La giovane Sophie, 18 anni, lavora senza posa nella boutique di cappelli che, prima di morire, apparteneva a suo padre. Durante una delle sue rare uscite in città, conosce Howl il Mago. Howl è molto affascinante, ma non ha molto carattere...Fraintendendo la loro relazione, una strega lancia un maleficio terribile su Sophie e la trasforma in una vecchia di 90 anni. Prostrata, Sophie fugge e vaga nelle terre desolate. Per puro caso, entra nel Castello Errante di Howl e, nascondendo la sua vera identità, si fa assumere come donna delle pulizie

Scheda

REGIA: Hayao Miyazaki
SCENEGGIATURA: Hayao Miyazaki
ATTORI:
PAESE: Giappone
ANNO: 2004
GENERE: Animazione,Fantasy
DURATA: 119 minuti
PRODUZIONE: Walt Disney Pictures, DENTSU Music And Entertainment, NTV, Studio Ghibli
DISTRIBUZIONE: Lucky Red

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Recensioni

mucciniale
Miyazaki adatta un romanzo per ragazzi di Diana Wynne Jones, e realizza un altro piccolo gioiello di animazione tradizionale. Il cineasta giapponese è sempre brillantissimo nell'illustrare ed animare i suoi film, e le immagini ed i colori lasciano spesso incantanti, in questa pellicola però la storia non convince del tutto, il ritmo è lento e la sceneggiatura a volte si inceppa, ed il risultato finale è un po' inferiore ai capolavori precedenti. Il film presenta alcune delle caratteristiche tipiche del suo cinema, come la preminenza dei personaggi femminili e l'ambientazione europea. L'opera era in concorso alla mostra di Venezia dove ha vinto un'Osella d'oro. Nomination all'Oscar come miglior film animato dell'anno.
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Anima
TRA SPUNTI DI RIFLESSIONE, IMMERSI NELLA FANTASIA. - Premessa doverosa: così come ‘La città incantata’, questo NON è un film per bambini. Hayao Miyazaki, premio alla carriera al Festival del Cinema di Venezia nel 2005, è considerato IL Maestro dell’animazione giapponese: vedere per credere. La grafica non è quella tridimensionale introdotta dalla Pixar, lo stile è quello dell’animazione tradizionale, arricchita da una cura maniacale dei dettagli e da una tavolozza di colori che più completa non si può. La forza visiva è immensa, lascia lo spettatore a bocca aperta. La magia che permea le storie del regista viene veicolata a chi guarda soprattutto grazie al disegno, altrettanto incantevole. L’ambientazione è tipicamente occidentale e lo si riscontra immediatamente dall’architettura degli edifici (sia quelli della ‘gente comune’ che i palazzi imperiali) e dalle uniformi militari; ma il folklore è tutto nipponico (con caratteristiche alquanto diverse dalle nostre favole): gli spiriti e i personaggi che popolano le storie di Miyazaki sono sempre affascinanti, strani nelle forme e nei comportamenti, perfetti nel compito di incantare e incuriosire lo spettatore. Fantasia. Gli spunti di riflessione offerti dalla storia sono innumerevoli e ricalcano i temi tipici della filmografia del regista: l’indifferenza degli adulti, i vizi della società contemporanea e le virtù dei giovani che non ne sono ancora stati contaminati; i messaggi ecologisti (emblematica è la ferrovia che attraversa, o forse lacera, la città della protagonista, sfrecciando vicino alle case e lasciandosi dietro una scia nera di fumo, che oscura totalmente la finestra di fronte alla quale la ragazza lavora), l’importanza della solidarietà, dell’amore e della forza di volontà, l’insensatezza del culto dell’aspetto estetico, la natura guerrafondaia dell’uomo (due nazioni, nel film, sono in guerra, ma non viene mai detto perché… non è importante: “una corazzata che va a bruciare città e persone” nota Howl, “saranno nemici o amici?” domanda Sophie, “gli uni o gli altri non fa differenza” risponde lo stregone). La giovane Sophie è la tipica eroina miyazakiana, capace di caricarsi sulle spalle lo stupore del cambiamento e il dolore e lo straniamento che da esso ne derivano, di accettare la nuova condizione e rimboccarsi le maniche, lottare per venire a capo delle difficoltà, a prescindere dalla loro natura. Decisivo nel cammino della protagonista è, appunto, l’approccio nell’affrontare le situazioni: ella comprende l'importanza della responsabilità, soprattutto nei confronti dell'altro da sé, è tutt’altro che remissiva e fa della determinaz
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superdar...
ESSENZA DELLO STUDIO GHIBLI - Se dovessi scegliere un solo film dello Studio Ghibli da portare con me su un'isola deserta, non avrei alcuna esitazione: "Il castello errante di Howl". E' stato il primo film di Miyazaki che ho visto e, quel giorno, è scattato un colpo di fulmine. Mi sono innamorato di questo film e dello Studio Ghibli, anche perchè questo capolavoro d'animazione concentra tutto ciò che di bello si possa volere da una pellicola. Emozioni allo stato puro, meraviglia per gli occhi!
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