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Adua e le compagne

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Trama

Dopo la chiusura di un casa per appuntamenti, Adua, Milly, Lolita e Marilina decidono di aprire una trattoria fuori città: si creeranno così un lavoro onesto, che servirà a mascherare l'attività equivoca cui sono abituate. Esse hanno l'aiuto non disinteressato di un certo Ercoli che facilita le pratiche per la licenza di esercizio, ma impone le sue condizioni. Nei primi mesi le donne dovranno avere un contegno irreprensibile per non dar adito a sospetti; poi riprenderanno la solita attività e divideranno con il protettore i proventi. Per Adua e le compagne inizia una nuova vita: imparano a conoscere il lavoro e ne traggono una serenità d'animo sconosciuta. La trattoria prospera e alle donne si apre la prospettiva di un possibile reinserimento nella società. Quando si presenta Ercoli, le quattro amiche si rifiutano di dare esecuzione ai patti e lo cacciano. Ma lo sfruttatore si vendica immediatamente e riesce a far chiudere la trattoria. Adua e le compagne cercano qualcuno che le aiuti, ma tutti si ritirano e le abbandonano al loro destino. In un impeto di rabbia e di disperazione le donne distruggono la trattoria e ritornano alla loro triste vita.

Scheda

REGIA: Antonio Pietrangeli
SCENEGGIATURA: Ettore Scola,Ruggero Maccari,Antonio Pietrangeli
ATTORI: Simone Signoret, Sandra Milo, Emmanuelle Riva, Gina Rovere, Claudio Gora, Ivo Garrani, Gianrico Tedeschi, Antonio Rais, Duilio D'Amore, Valeria Fabrizi, Luciana Gilli, Enzo Maggio, Italia Marchesini, Michele Riccardini, Domenico Modugno, Marcello Mastroianni, Nando Angelini, Roberto Meloni
PAESE: Italia
ANNO: 1960
GENERE: Drammatico
DURATA: 106 minuti
PRODUZIONE: MORIS ERGAS PER LA ZEBRA FILM
DISTRIBUZIONE: CINERIZ

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mucciniale
Pietrangeli, che firma la sceneggiatura insieme a Ruggero Maccari, Tullio Pinelli ed Ettore Scola, è un autore eternamente sottovalutato e qui ci regala uno spaccato d’Italia portando alla luce la problematica della chiusura delle casa chiuse, tema scvottante ma tabù nella bigotta società italiana. Il fatale e ineluttabile destino che accompagna le quattro protagoniste sembra venire proprio dal realismo poetico tipico del cinema francese degli anni Trenta, che Pietrangeli critico amava moltissimo. Ma il regista inserisce una vena ironica e dissacrante che rende la pellicola assolutamente originale e lontana dal melodramma puro alla Marcel Carné. Bravissime le quattro protagoniste fra cui spicca Sandra Milo. Curioso l’episodio che vede la presenza di Domenico Modugno.
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